Facciamo finta

Che sia molto facile per tutti saper distinguere gli artisti veri da quelli che vogliono far soldi producendo merda, i cantautori dai copioni, i poeti dagli analfabeti, e soprattutto che dopo averli distinti trattiamo tutti come meritano.

Niccolò è un genio. E un funambolo della malinconia. Non c’era bisogno che una meningite fulminante gli portasse via la figlia di 2 anni, non aveva bisogno di un dolore così infinito per riuscire a creare dei capolavori come questo.

Facciamo finta che io sono un re
Che questa è una spada e tu sei un soldato
Facciamo finta che io mi addormento
E quando mi sveglio è tutto passato
Facciamo finta che io mi nascondo
E tu mi vieni a cercare
E anche se non mi trovi tu non ti arrendi
Perché magari è soltanto
Che mi hai cercato 
nel posto sbagliato

Facciamo finta che non mi spavento
Quando arriva la fine, prima o poi capita
Facciamo finta che chi fa successo
Se lo merita

Facciamo finta che sono un eroe
E che posso volare e sconfiggere il male
Facciamo finta che tu sei diverso
E che malgrado questo io non ti voglio ammazzare
Facciamo finta che posso schioccare le dita
E in un istante scomparire
Quando quello che ho davanti non mi piace
Non è giusto o semplicemente mi fa star male
Facciamo finta che io torno a casa la sera
E tu ci sei ancora sul nostro divano blu
Facciamo finta che poi ci abbracciamo
E non ci lasciamo mai più

cielo al tramonto nuvole

“Facciamo finta” è una di quelle frasi che usiamo quando da bimbi vogliamo divertirci attraverso l’immaginazione di mondi meravigliosi e poteri fantastici. Da grandi invece diventa un gioco triste per usare le persone e ancora più spesso per tentare di ingannare noi stessi.

Era meglio vivere da piccoli, con i peli del culo a batuffoli?